Hai ballato sul 2018 prima di pianificarlo? 2


È il 2018: tutti pianificano e io arranco.

Sono geneticamente programmata a concepire l’anno da settembre a luglio, quindi programmo ad Agosto. Ma gennaio ha un’atmosfera ed un’energia irrinunciabile quindi ne approfitto per rivedere, revisionare, cambiare i piani.

È stato un 2017 splendido e pieno di cose e persone nuove, ma è stato un anno tutto fuori dalla mia confort zone, da mattina a sera.

Come dice una coach amercana che seguo è stato un pò come “camminare nuda per strada tutti i giorni”: esposta, con poche certezze.

Quindi da queste vacanze di Natale cercavo relax, conforto, calma, ma non l’ho trovato. Niente di cui lamentarsi, solo tante energie a cui non sempre sono preparata. A volte, non so tu, ma mi sento come Patrick Shwayze in “Gost”, mi sembra che le persone ogni tanto mi attraversino.

Così sono tornata a casa e mi sono messa davanti a carta e colori per la mia revisione/pianificazione dell’anno.

Ho iniziato, ma qualcosa non funzionava: io.

Posso studiare nuove tecniche di pianificazione, dedicarmi a loro corpo e mente ma se non sono dello stato d’animo giusto, se ho attaccata addosso troppa roba, troppi ragionamenti, troppi pensieri, il risultato non mi darà soddisfazione. Perchè non sarà veramente “mio” e ne uscirà pieno di dovrei e sarebbe meglio.

Così mi sono fermata qualche giorno per cercare di uscire dal mio tunnel ed alla fine ho trovato la mia strada in uno strumento che uso sempre e che propongo spesso anche a chi lavora con me:

ho ballato come se non ci fosse un domani.

Non fare quella faccia, spesso la fanno anche le mie coachee, l’espressione del tipo “ma sei seria?”.

La risposta è: sì, sono serissima!

Non è un esercizio per smaltire il cibo mangiato durante le feste di Natale 😉 ma è un modo incredibile per riconnetterti a te stessso, a come stai veramente, a quello che sogni nel profondo ed alle infinite possibilitä che hai davanti, senza ponderare i se, i ma, i pro e i contro. Quelli li valuterai dopo.

Quindi pronta?

Scegli un posto chuso dove sei sola, fallo in mezzo alla strada con le cuffie se non te ne frega nulla, chiuditi nel tuo studio per qualche momento.

Prepara la “tua musica”: io sono zarra dentro ed il mio David Guetta mi permette di dimenticare il mondo, ma tu puoi ballare su Rachmaninoff, saltare sui Muse, ribellarti con Pink. Tu sai cosa ti fa sentire bene.

Unica regola: niente giudizio (quello aspetta fuori dalla porta).

Balla fregandotene di essere brava a farlo.

Balla sentendoti bella e sexy.

Balla sentendoti forte e coraggiosa.

Balla celebrando errori e vulnerabilità.

Balla sfrontata ed eccessiva come in pubblioco non ti concederesti mai di fare.

Balla sapendo che ciò che ti sembra inarrivabile può diventare fattibile.

E sì, vale anche per gli uomini all’ascolto, proprio per voi che raramente vi concedete lo spazio per le emozioni o le debolezze.

Finita la danza?

Respira profondamente (che a una certa si fa più fatica a ballare come delle matte) e preparati per lo SVUOTATUTTO: carta e penna e butta giù di getto tutte le idee, i progetti, le cose da fare che hai in testa per l’anno nuovo. Non devono essere in ordine, non devono avere un senso, non devi già sapere come realizzarle. Svuota la testa e fai spazio per le cose nuove. Nelle prossime settimane ti racconto come procedo solitamente nel trasformare questo elenco confuso nel mio piano per l’anno nuovo.

Nella foto del post ti regalo qualche momento dela mia ballata, arrivata all’improviso, mentre camminavo in mezzo alla neve e che ho chiesto a mio marito di immortalare (e chi mi conosce sa quanto condividere pubblicamente questo momento mi sia costato).

Se avrai voglia di condividere con me una foto della tua “danza di inizio anno”, un angolo dei tuoi capelli che ballano, dei tuoi piedi che saltano, del posto in cui lo fai, mi sembrerà di aver ballato in compagnia.

Buon 2018!

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