Expat per sempre?


Cercando su diversi dizionari la definizione di Expat, la più comune è:

Expat, abbreviazione di espatriato.
Espatriato, persona che vive fuori dal suo paese di origine.

Mai mi è sembrato che una parola potesse racchudere così tante esperienze e sfaccettature diverse.

C’è chi si sposta una volta o due e poi rimane a lungo termine nel nuovo paese. C’è chi ogni due/tre anni tira su baracca e burattini e parte con famiglia e figli per una destinazione nuova.

Sicuramente, nel secondo caso, tutto sembra più complesso ed in continuo movimento. Si possono creare delle routine, si migliora nell’organizzazione del cambiamento, ma ogni volta si ricomincia da capo nel conoscere, nell’adattarsi a qualcosa di nuovo.

Lo spostamento a lungo termine sembra più semplice, fai fatica all’inizio ma poi piano piano ti adatti, tanto che ad un certo punto magari expat non ti senti più.

Ma è poi vero? O expat rimarremo per sempre?

Non credo ci sia una risposta scientifica a queste domande, tantomeno una risposta uguale per tutti. Quello che posso condividere è quello che provo nella mia vita, nella mia esperienza da expat e quello che condivido con le mie clienti ogni giorno.

Sono in un nuovo paese da 4 anni, non so se in futuro mi sposterò di nuovo (non è pianificato ma certo non lo escluderei), non so se tornerò a casa (anche se in questo momento mi riuscirebbe molto difficile farlo).

Quando mi alzo mi sento a casa, sono felice del posto in cui vivo, ho ricominciato a fare un lavoro che amo e conosciuto persone nuove che mi piacciono.

Eppure “l’expattitudine” a volte mi colpisce in faccia di sorpresa, come se sbattessi contro un muro che proprio non avevo visto.

Capita per la lingua, di cui certo non sono ancora diventata un’esperta (per mia responsabilità).

Capita per il gesto di qualcuno che non ti fa sentire “parte” della tua comunità.

Capita per la fatica di capire un atteggiamento culturale che ancora non avevi scoperto ma che proprio non ti risuona.

E a volte capita senza motivo, quando ti senti sola e non sai perchè.

Ci sono difficoltà oggettive da affrontare, ma la violenza o la leggerezza con cui ci travolgono dipende da come stiamo, da quanto ci conosciamo, da quanto siamo in equilibrio con noi stesse e soddisfatte dello scopo della nostra vita.

Perché è vero che siamo nello stesso paese da un pò di anni, che non dobbiamo preoccuparci di organizzare un trasferimento oltre oceano, ma è anche vero che la nostra vita spesso e volentieri è cambiata radicalmente quando ci siamo trasferite.

Molte di noi hanno lasciato il lavoro per spostarsi, sono arrivate senza figli da una vivace vita di coppia ed ora gestiscono una famiglia con più figli, oppure si sono spostate con i figli ma hanno lasciato una famiglia allargata ed una rodata rete di supporto che gli permetteva di avere più tempo per se stesse.

C’è troppo da fare nei primi periodi per rendersi veramente conto dei cambiamenti, ma è il loro impatto a lungo termine che diventa più insidioso.

Dalle mie clienti sento spesso dire delle frasi tipo “il primo anno c’erano troppe cose da organizzare e non ho avuto un momento per pensare a me stessa, poi i ragazzi sono cresciuti e hanno iniziato 100 attività diverse, tra la casa, i figli non sto mai ferma e non mi rimane un minuto libero per me.”

E’ un attimo che il tempo passa e ci troviamo ad anni di distanza con quella sensazione allo stomaco che, anche se non abbiamo un minuto libero, nulla ci sta dando veramente soddisfazione alla fine della nostra giornata.

Che vorremmo qualcosa di più o di diverso ma ci sentiamo in colpa perchè quello che abbiamo non ci basta.

Che la paura di mettersi in discussione e cambiare è più grande di quello che pensiamo possa essere i beneficio che ne deriverà.

Non è mai troppo presto ma mai troppo tardi per capire cosa vuoi. Per identificare quello che ti rende felice e fa andare a letto soddisfatta. Per pensare a te stessa tra 3 anni ed avere un piano in mente per realizzare ciò che vuoi.

Non sai da dove partire per capire a che punto sei?

Inizia dall’osservare e diventare pienamente consapevole di come usi il tuo tempo.

Prendi un foglio, dividilo in 7 colonne, una per ogni giorno della settimana. Poi inserisci in modo dettagliato tutto quello che devi fare nella prossima settimana (visite, tempo per pulire la casa, pranzi, colazioni, cene, telefonate etc).  Evidenzia con colori diversi le attività raggruppandole per categorie.

Quanto tempo nella tua settimana è dedicato solo a te?

Quante delle attività presenti nella tua giornata ti aiutano a realizzare uno scopo/obiettivo che ti rende felice? (il tuo scopo/obiettivo deve riguardare te non famigliari e amici)

Quanto spesso fai questa attività? (intendiamoci, se la prossima settimana per puro caso sei piena di attività per te che solitamente non ci sono mai, non vale!!)

Controlla se corrisponde al vero. Ogni sera verifica la differenza tra ciò che hai pianificato e ciò che hai veramente fatto.

La prima volta che ho fatto questo esercizio sono rimasta sbalordita:

mi sembrava di non avere un minuto durante il giorno, alla sera ero esausta ma praticamente avevo una sola attività dedicata a me stessa nell’arco della settimana,

la casa mi stava letteralmente mangiando viva: quando ci passi tanto tempo è difficile trovare la giusta misura.

perdevo una vita in microattività alle quali mentalmente neanche davo dignità di esistere e, ultimo ma non ultimo,  mia figlia assorbiva il messaggio che io fossi a sua completa disposizione (ma questa è un’altra storia, che tratterò in un altro post).

Se nella tua settimana non ci sono momenti per te, se quelli programmati non ti danno soddisfazione o non ti portano da nessuna parte è arrivato il momento di fare il primo passo.

Dedicati del tempo, capisci dove vuoi arrivare e parti dalle piccole cose per cambiare le tue giornate.

 

Sapere dove sei oggi è uno dei passi necessari per avere una vita che ti dia soddisfazione,

Dopo che hai fatto chiarezza sul dove sei è necessario definire dove vuoi andare e come fare per arrivarci.

Se vuoi un supporto per farlo, scrivimi: giada.varvello@gmail.com

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