LA FATICA DI ESSERE ME STESSA


Questa sera leggevo il post di una persona che mi ha insegnato tanto ed è tornata a scrivere. L’ho ritrovata in ogni parola, in ogni lettera e mi è venuta voglia di scrivere.

Scrivo adesso, così, di getto.

Perché il “di getto” è così importante per me, ma ultimamente mi è mancato un pò.

Mi piace scrivere quando sono in tumulto, quando le parole mi bruciano nello stomaco perchè vogliono uscire, quando sento un desiderio irrefrenabile di condividere cosa penso con il mondo, nell’illusione che possa fare la differenza.

Quando sono così il cervello che rompe è a riposare e l’illusione, per un momento molto lungo, diventa realtà.

Allora le parole che si formano sul foglio o sullo schermo possono emozionare qualcuno che sta svaccato sul divano leggendo il cellulare.

Allora quello sforzo sovraumano di mettersi a nudo rendendo pubblico come ti senti e cosa hai vissuto, può connetterti con chi non conosci, ma che leggendo pensa “Dio come ti capisco” e si sente un pò meno sola.

Allora leggendo un tuo sfogo, una tua frase o semplicemente il fatto che sei riuscita ad uscire da momenti difficili, qualcuno prende la decisione di fare un primo piccolo passo verso il cambiamento.

Questo è il mio sogno mentre scrivo.

Per questo scelgo di superare la paura che mi pietrifica prima di pubblicare qualsiasi cosa.

Per questo ne sento il peso e la responsabilità.

Per quella singola persona, speranza, connessione.

Per quella fame di dare un contributo che possa rendere il mondo un posto con più gioia, fosse anche un granello alla volta.

Ma quanto è difficile rimanere fedeli a se stessi mentre lo si fa?

Quanto è difficile offrire un pezzetto di chi si è nel profondo e cercare di renderlo il più possibile utile a chi lo legge?

Sono irriverente, molto diretta, sguaiata mentre rido, folgorata dalle cose che mi entusiasmano come quando avevo 17 anni, piena di gioia, furente quando toccano il tasto sbagliato e amo profondamente le persone a cui sono legata.

Domande affollano la mia testa:

Quanto posso far uscire di me mentre scrivo?

Quanto posso osare?

Mai mi sarei aspettata che fosse così difficile essere pienamente se stessi in quello che si fa.

Sapere profondamente chi siamo mentre cambiamo in continuazione.

Quante volte mi viene la tentazione di adeguarmi, di trattenermi per essere più confortevole per chi mi circonda, di farmi affliggere dal fatto di essere o meno all’altezza.

Eppure, sapete cosa vi dico? Il fatto stesso di vederlo, di essere consapevole di questa costante tentazione, mi fa sentire meglio. Perché oggi la vedo arrivare, so riconoscere il disagio che mi crea e faccio il possibile per dare spazio alla mia vera voce.

Alle voci sguaiate, guardate con sospetto, dirette e sincere, che creano diffidenza e scompiglio, a chi non si adegua, a chi urla parlando sotto voce, un grazie dal profondo, mi ispirate sempre ad essere la vera me.

 


Se ti ritrovi a dire di sì quando vorresti dire di no.

Se quello che pensano gli altri è diventato più importante di quello che pensi tu.

Se decidi che vuoi conoscerti, imparare ad ascoltarti ed a prendere decisioni che ti facciano stare bene, puoi scrivermi a giada.varvello@gmail.com

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